Xpeng accelera sull’AI: guida autonoma, open source e ambizioni globali

Dalla fabbrica di Guangzhou all’ecosistema software

A Guangzhou, tra linee di montaggio sovrapposte e una produzione che corre, Xpeng mostra un’idea di industria che punta a cooperazione e scalabilità globale. Nel giorno della consegna della milionesima vettura, la casa cinese mette a fuoco un elemento identitario: apertura e piattaforme condivise. Come ricorda Gian Leonardo Fea, Managing Director Xpeng Italia: \”Mi piace sottolineare quanto si ponga l’accento sull’open source, che nel mondo automotive è cosa rara e per Xpeng indica una reale prospettiva\”. Il messaggio è chiaro: per trasformare la vision in realtà serve un campo comune dove standard, dati e integrazione software permettano nuove forme di collaborazione. Non è un caso che nei loro studi di produzione contenuti, al fianco delle anteprime viste ad Auto Guangzhou 2025, si rivendichi la natura software-first: \”Non siamo costruttori di auto che guardano con interesse alle potenzialità dell’AI, siamo AI che progetta anche automobili\”.

Per i brand e i dealer europei, questo cambio di paradigma significa confrontarsi con un concorrente che pensa in logica di ecosistema, dal veicolo alla piattaforma, passando per servizi e dati.

Guida autonoma su strada: cosa abbiamo visto

Nel test su Xpeng P7+ emerge una traiettoria precisa: elettrico, software e percezione. Il pacchetto sensoriale rinuncia ai costosi LiDAR e si affida a 11 telecamere, radar e sensori di prossimità per mappare l’ambiente, mentre l’autonomia resta di livello 3: l’auto prende decisioni come sorpassi, frenate e manovre di evitamento, ma il guidatore deve vigilare e intervenire. La dinamica, già fluida, replica scelte “umane” quando la traiettoria ottimale lo consiglia, e dialoga in tempo quasi reale con semafori e telecamere stradali. Xpeng afferma di avere raccolto 100 milioni di ore di dati di guida: un patrimonio che alimenta l’addestramento algoritmico e accelera la maturità delle funzioni. Resta centrale la dimensione etica e regolatoria: responsabilità condivisa, trasparenza nelle scelte del sistema e qualità del dataset sono prerequisiti per fiducia e adozione, in fabbrica come su strada.

Chip Turing, robotaxi e VLA 2.0: la strategia

La spina dorsale è hardware e software insieme. I processori interni Turing Chip, impiegati in triplice copia, sono pensati per orchestrare la futura guida autonoma, sostenendo il business robotaxi che Xpeng prevede di lanciare nel 2026 e l’allestimento \”Robo\” della gamma. La scadenza al 2026 per una autonomia di livello 4 è definita ambiziosa, e l’azienda dovrà misurarsi con normative locali e standard di sicurezza. Sul fronte modelli, Xpeng segnala veicoli solidi, ben rifiniti, con ricarica superveloce e un posizionamento prezzo competitivo. Strategico anche il modello VLA 2.0 (Vision, Language e Action), che introduce il paradigma \”Riconoscimento Visivo – Azione\” riducendo gli strati di traduzione intermedia: Volkswagen Cina ne è il primo cliente. Sullo sfondo, il benchmark resta Tesla e la selezione tra marchi cinesi in arrivo sui mercati globali. In questo contesto, concetti come robot umanoidi e veicoli volanti alimentano l’attenzione, ma il discrimine resterà la scalabilità industriale e la conformità regolatoria nei diversi Paesi.

Cosa significa per il settore italiano ed europeo:

  • Vendita e remarketing: prodotti elettrici competitivi possono accelerare la pressione sui listini e sul valore residuo.
  • Aftermarket: più software significa più diagnosi da remoto, aggiornamenti OTA e nuove competenze in officina.
  • Formazione: familiarità con ADAS e livelli di automazione, gestione etica dei dati e procedure di sicurezza.
  • Noleggio e flotte: telemetria e assistenza avanzata favoriscono TCO prevedibile e servizi a valore.
  • Compliance: attenzione a normative locali su guida autonoma, responsabilità e cybersecurity.

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